Pronti a viaggiare sulla Luna?

full-moon-460316_960_720I viaggi sulla Luna? Potrebbero diventare realtà anche per i privati, grazie a una startup chiamata Moon Express, e già in grado di ottenere dalla Federal Aviation Administration Statunitense il via libera per le proprie attività sullo Spazio, per la gioia di Bob Richards, co-fondatore e CEO, Naveen Jain, miliardario indiano, co-fondatore e presidente e Barney Pell, co-fondatore e vice presidente.

La società ha infatti vinto la prima gara che le permetterà di sbarcare sulla Luna, divenendo la favorita numero 1 anche nel Lunar X Prize promosso da Google: un premio di 20 milioni di dollari alla prima azienda che riuscirà a far allunare un robot e farlo passeggiare per almeno 500 metri, rimandando indietro video e foto in elevata definizione.

“Abbiamo scelto di andare sulla Luna non perché è facile, ma perché è un ottimo affare. Tutto ciò per cui lottiamo qui sulla Terra che siano terre, acqua o energia è disponibile in abbondanza nello spazio” – ha in tal proposito affermato Naveen Jain, presidente della compagnia che, lo scorso 20 luglio, ha ottenuto l’approvazione della Faa (una data non casuale, visto e considerato che è l’anniversario del primo allunaggio).

A questo punto, non si potrà che attendere il primo step ufficiale: con il via libera delle società auericane, l’azienda lavorerà sulla Luna per la sua prima missione privata, che potrebbe realizzarsi in brevissimo tempo e, dunque, portare un’unità (senza umani) sul satellite già entro i prossimi 12 -16 mesi. La missione in questione prevede infatti l’allunaggio di un modulo robotizzato di piccole dimensioni, grande come una valigia, e in grado di atterrare dolcemente sul satellite e di spostarsi mediante piccoli balzi sulla sua superficie. Oltre alla missione iniziale, nel 2017, dovrebbero seguire una seconda missione tra il 2018 e il 2019, e una terza missione nel 2020.

Naturalmente, non è affatto automatico che dopo queste missioni possa esservi lo sbarco dell’uomo sulla Luna con viaggio privato, visto che l’ente regolare statunitense ha chiarito che la propria decisione riguarda solo questa valutazione, e non altre, in assenza di un quadro normativo specifico.

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